Alla Scoperta di una storia millenaria 

13.03.2017

Qualcuno nei secoli scorsi sosteneva che "i veri paradisi sono quelli che si sono perduti". Non si è mai saputo a quali luoghi facesse riferimento il letterato, ma questa citazione calza alla perfezione per Agrigento l'antica Akragas, culla di civiltà, florida e splendente colei che, con la sua millenaria Valle dei templi, Pindaro, non esitò a definire "la più bella tra le città dei mortali". Una sorta di paradiso perduto che oggi si può tranquillamente riscoprire alla maniera dei grandi letterati dei secoli scorsi, quando inserivano questo luogo magico, come tappa obbligata nei loro grand tour.

Per fare un salto nel passato basta immergersi nella storia. Le origini della città, risalgono attorno al 585 a.C. ad opera dei coloni dorici di Gela, Dopo millenni ancora si conosce molto poco di questo straordinario insediamento, che prese il nome da un piccolo fiume che scorreva nei pressi e che venne realizzato con un disegno urbanistico imponente. Cominciamo la nostra visita partendo dal sito archeologico e paesaggistico, patrimonio mondiale Unesco, dove sono concentrati la maggior parte dei templi dorici, ubicati soprattutto lungo il costone naturale roccioso meridionale. I Geloi, fondatori di Akragas, scelsero questo sito per la sua posizione strategica invidiabile e per le sue protezioni naturali.

Si accede al Parco Archeologico dalla sommità della collina dei templi, nei pressi del tempio di Giunone Lacinia. Attraverso la "Via sacra" che costeggia le mura antiche, si arriva al tempio della Concordia, tra tutte le rovine del periodo ellenistico quello meglio conservato al mondo. Poi si scende verso il fondo valle, oltrepassando le colonne del tempio di Ercole e le rovine del tempio di Giove con il maestoso telamone coricato, che costituiva una delle grandi colonne che reggevano quello che viene considerato il più grande tempio ellenistico, fino al tempio dei Dioscuri o di Castore e Polluce nei pressi del tempio di Vulcano. Per completare la visita all'area archeologica - monumentale, agli appassionati dell'antica Akragas consigliamo anche di visitare il Santuario delle Divinità Ctonie, il tempio di Esculapio, di Demetra e la Tomba di Terone oltre naturalmente a visitare le Necropoli Paleocristiane comprendenti gli Arcosoli bizantini e la Catacomba Fragapane. Volendo si può ancora fare una capatina al Quartiere ellenistico-romano quando quel primo insediamento venne chiamato "Agrigentum". Si può camminare per ore e ore, nel Parco Archeologico, ma una sosta merita sicuramente il giardino della Kolimbetra, "una piccola valle che, per la sua sorprendente fertilità, somiglia all'Eden o a un angolo della terra promessa" scriveva, nel 1778, l'abate di Saint Non, a proposito di questo splendido giardino mediterraneo che si potrà visitare contestualmente alla Valle dei Templi. In quest'area incassata tra due pareti di calcarenite, situata all'estremità occidentale della collina dei templi e definita dallo storico greco Diodoro Siculo "la piscina degli dei" (perché quì sfociavano gli acquedotti feaci) il visitatore potrà vivere momenti di assoluto relax passeggiando attraverso i tracciati in terra battuta e ammirando il mitico agrumeto celebrato da tanti illustri viaggiatori dei secoli scorsi. Altra tappa obbligata nella Valle è il Museo Archeologico che sorge sulla collina di San Nicola dominata da una chiesa in stile romanico costruita con i conci di tufo prelevati dalle rovine del tempio di Giove. Il museo, ideato con criteri innovativi, si trova nel cuore della Valle dei Templi e conserva tra gli altri reperti, il Telamone originale, la collezione di vasi attici, l'Efebo di Agrigento, il guerriero di Agrigento, magnifici sarcofagi greci e romani e il celebre "vaso di Gela".

Lasciamo ora la zona archeologica e saliamo alla città vecchia, la Kerkent di dominazione araba, con i suoi vicoli e i cortili oppure la Girgenti di fine Ottocento anch'essa ricca di storia, chiese e monumenti. Per la visita alla città vecchia si possono scegliere interessanti percorsi turistico-culturali che vi condurranno, dopo la scoperta della mitica Valle dei Templi, nel centro storico medievale, barocco e neoclassico a seconda dei rioni che vorrete visitare. Accedendo dalla Porta di Ponte, la porta d'ingresso della vecchia città, si entra nella via Atenea che conduce direttamente nel Rabàto, cuore della città araba. Dal Duomo di S. Gerlando, alla chiesa bizantina di Santa Maria dei Greci, fino al monastero di clausura e alla chiesa di Santo Spirito, di origine medioevale, tutto sarà una piacevole scoperta. Altro sito di rilevanza che non si può far a meno di visitare e la casa natale di Luigi Pirandello, in contrada Caos posta su un'altipiano d'argille. Centocinquant'anni fa, quella piccola costruzione era una delle pochissime della contrada che si affaccia sull' "azzurro mare africano", immersa nel silenzio di una campagna particolarmente ricca di ulivi, gelsi, fichi d'India e mandorli. Proprio in questa casa, la sera del 28 giugno del 1867, venne al mondo Luigi Pirandello, il grande drammaturgo agrigentino, Premio Nobel per la letteratura. La casa museo oggi consta di quattro sale dove vengono custoditi cimeli e foto dello scrittore.

Trovandoci ormai fuori città, a questo punto conviene costeggiare, attraverso la strada panoramica, il lungo tratto di costa, rappresentato da chilometri di spiagge incontaminate, fino ad arrivare alla suggestiva "Scala dei Turchi" di una bellezza paesaggistica unica e incommensurabile. L'elemento di maggiore interesse paesaggistico è rappresentato appunto dalla "scala", una falesia viva, costituita da uno sperone di marna bianca prominente sul mare, le cui falde degradanti a strato, conferiscono un aspetto molto suggestivo, accentuato, a sua volta, dai forti contrasti cromatici, l'azzurro del mare e del cielo contrapposto al bianco accecante della roccia. La forma che questo "monumento della natura" assume, è quella per l'appunto di una scalinata, dove secondo la leggenda, durante le invasioni dei saraceni, che imperversarono nel Cinquecento, "i turchi" approdavano inerpicandosi sulle stratificazioni di queste bianchissime marne gessose.

Chi fosse interessato al tragitto ferroviario, dalla vecchia Girgenti attraverso la Valle dei Templi fino il mare, può anche salire sul treno storico, alla Stazione Centrale di Agrigento. A bordo delle carrozze d'epoca, si può godere appieno diviaggio lento ed esclusivo, come una volta, ammirando panorami insoliti e praticamente transitando accanto ai templi greci per apprezzare al meglio tutti i suggestivi paesaggi della Valle dei templi e della campagna agrigentina.

A conclusione del nostro mini tour, un invito a non lasciare il territorio senza prima aver assaporato le tante specialità gastronomiche e in particolare modo, la delicata e raffinata pasticceria, di derivazione araba, a base di pasta di mandorle e di pistacchi. Ce n'è davvero per tutti i gusti!